lunedì, 07 gennaio 2008
Il maiale, di tutti gli animali, è uno di quelli che si adatta meglio alle condizioni di vita nelle quali viene gettato. Lo si vede stare dentro casermoni giganteschi, tutti grigi e con le luci al neon, e lui non fa una piega. Gli danno da mangiare, e anche se è cattivo, lui lo mangia: meglio di nulla, dice. Quando gli vien voglia di uscire, allora grugnisce un po': aspetta, grugnisce di nuovo, s'agita, ma non succede nulla. Allora si guarda intorno, vede che è tutto fermo, e aspetta la cena. Prima d'esser diventato grande l'hanno già ingrassato di farmaci che manco ci avesse l'aidiesse: con quegli occhi lucidi e stretti, ai maiali, gli va bene tutto, tanto che se gli dici di mangiare del maiale arrosto, loro lo mangiano, non c'è mica problema; te gli dici che devon figliare e giù, li metti in fila, figliano. Non si lamentano mai, ci han poche esigenze.
Se poi gli lasci un po' la briglia sciolta, loro subito s'adattano, e quello che gli lasci fare, loro lo fanno; dopo un mese passato nei boschi, si son già rinselvatichiti. E' per questo che gli allevatori, specie al giorno d'oggi, con le risorse che si fanno scarse, devono stare molto attenti: se scappassero tutti, i maiali, bisognerebbe ricominciare a andare a prenderseli col fucile sul Monte Amiata, cosa che nessuno ha più voglia di fare, visto che basta andare al supermercato, e poi a casa, per mangiarne un po'.
postato da: UmbertoSmaila alle ore 19:03 | Permalink | commenti
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