venerdì, 16 giugno 2006
Al più grande pastaro notturno della storia dell'umanità, con affetto, stima, rispetto immutabili, l'ennesimo capitolo dell'elenco telefonico di Coiano.

"Bettazzi Sisto"

Di te la dolce cassata
O la bomba prelibata
Io rimiro e presto acquisto
Caro il mio Bettazzi Sisto
Che di paste tue geniali
Con la crema giù a quintali
Con la giunta di nutella
Fatte per troncar budella
Piene tutte di ricotta
Come non le fa la Motta
Con la glassa deliziosa
Io davver ne mangio a iosa

Mille son le tue delizie
Marmellate primordiali
Mille morbide primizie
Unti e grassi micidiali

Nonostante la tua voce
Sia troncata come in croce
Tu sei'l gaudio d'una razza
Che senza di te s'ammazza
La tua gioia nel servire
Con il guardo muto a dire
"Vieni bimbo ti ripieno
Vieni che ti fo sereno"
Io richiamo volta volta
Quando c'è la massa stolta
Che ignorante nel mangiare
La si mangia paste amare

Perciò qui ti chiedo in rima
Con il verso che t'abbraccia
Solo d'avvertirmi prima
Se sta sfoglia Cristo è diaccia.
postato da: UmbertoSmaila alle ore 18:03 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 10 giugno 2006
Elenco telefonico di Coiano, ennesimo capitolo. Questa volta dedicato a me.

"Umberto Smaila"

Visto che son qui pe'un ora
Senz'aver nulla da fare
Con l'ascella che mi odora
E la la voglia di trombare
Per fuggir dalle pressioni
Scrivo rime a voi coglioni

Senza rabbia questa volta
con lo stilo piano e rado
Butto versi giù in raccolta
Perchè almeno non ci bado
Alle fiche che ci ho in testa
Al bacchiol che fermo resta

Chè davvero quest'estate
Son cert'io non abbia fine
Per via di queste sbarbate
Con le mele piccinine
Che s'ignudan senza posa
Per turbar di me ogni cosa

Che mi muovo per le vie
Ovver vado in biblioteca
E c'è pieno di ste fie
Tanto pieno che s'acceca
Torno a casa e piango sangue
Da quanto'l trombare langue

Ch'ogni farda lo fa apposta
A gnudarsi e far la grulla
Poichè sa lei quel che costa
Non trombare proprio nulla
Colle fie che un te la danno
Col patema tutto l'anno

Vivo quindi amareggiato
Seppur pieno di passioni
Dalle voglie sverniciato
Sfarinato dagli ormoni
Dormo male e mangio troppo
Sento che manca l'ingroppo

Mondo mio non c'è giustizia
In sti giorni di tristezza
No per me non c'è letizia
Mi rattrista anche 'l Monnezza
Da quanto son abbrutito,
Di mazzinghe rifinito.

Che col tempo tutto muta
E la percezion de'fatti
La diventa proprio bruta
Come i giorni bigi e piatti
Senza gioia e senza speme
Manco viver più mi preme

Perciò 'l circolo vizioso
Quest'è sì la mia condanna
Questo rifugiarsi odioso
Nella boccia o nella canna
Che se bevi poi non trombi
Ma se un bombi e ti rimbombi

Quindi stanco d'ogni cosa
Resto qui senza parole
Mi mastupro senza posa
Finchè 'r cazzo non mi duole:
Però voi cari cretini
Fate poo gli spiritosi
Che se vo avanti dell'altro
Sempre a seghe a sta maniera
State certi un giorno o l'altro
Fo gli stupri e vo in galera.
postato da: UmbertoSmaila alle ore 18:37 | Permalink | commenti (8)
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