giovedì, 30 marzo 2006
Considerazioni sullo stato di surriscaldamento interno del sè: febbre a 37. Rilettura in chiave animalista di un dialogo tra Christofer Mastellazzi e Jack Rondelloni, dal titolo "La febbre peggio della criptonite: dialogo tra il me sano, e il me debilitato dalle temperature - una analisi autobiografica".

Quando ho fame
Mangio
Quando ho sete
Bevo
Quando ho bisogno d'affetto
Seghe
Quando ho la febbre
Sudo.

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venerdì, 24 marzo 2006
Come l'indifferenza
Il tuo è un dimenticarsi del mondo
Perchè non senti
Gli scarti
O queste mezze parole

Perchè sei sordo ai sentimenti
Tu sei la fossa
Nera
Dove tutto si estingue,
Senza ricordo.

Ecco, te:
Dimmi se senti questa,
Che devo aver digerito.
postato da: UmbertoSmaila alle ore 01:42 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, 22 marzo 2006
Dopo lunghi giorni di amarissima assenza, nuovo capitolo dell'elenco telefonico del coianese: uno dei tre capolavori annunciati che avevo in serbo per farvi capire, manica di rottinelculo, che non valete una minchia nulla.

All'ottimo Bergonzi, artista incontrastato ed incontrastabile, nonchè potenziale promessa nella disciplina del disprezzo nei confronti delle minoranze e minorità tutte.

"P.Bergonzi"

Devastato dalle crepe
Che ci ho in testa mattutine
Proverò a saltar la siepe
Del poeta senza fine
Gobbo stronzo e manfruito
Che cantava l'infinito

Perchè l'animo mio fino
A sentir di tali sfighe
O va preda del dio vino
Od appassionate righe
Prova qui a depositare
Pe' i gran drammi esorcizzare.

Parleremo questa volta
Noi d'un uomo ch'è assai grande
D'arte fina bella e colta,
Che ha di Rocco le mutande,
La cui classe è senza fine,
Per cui muoion le bambine.

Giorni addietro per andare
Lui senz'ira e giusto assai
Due roulotte ad incendiare
Di quei rom che un moian mai
Patì triste 'l contrappasso
Patì pe' una legge a casso.

Risalendo pe'l viale
Quello che porta a Vaiano
Lui stiacciando due maiale
Co' un piombone d'erba in mano
S'esaltava sulla stescion
Mi era il re della situeiscion

Era infatti sì gioioso
Con il camicione bruno
Tutto allegro e speranzoso
Di strinar dei rom più d'uno
Che un temeva la sfortuna
Non temeva cosa alcuna

Ma'l destino malandrino
Con malizia feminina
Fece uscire uno sgrondino
Da' due otri di benzina
Che'l Bergonzi aveva appresso
Per bruciar tutto il concesso

Quinci la benza assassina
Raggiunto il vano motore
Gocciolando fina fina
Toccò il ferro già a bollore:
Per l'effetto della scienza
Mutò 'n fiamme con violenza

Così'l nostro P.Bergonzi
Di cui'l nome ver nascondo
Bestemmiò que' tre gran stronzi
Che l'avean tirato a fondo
Padre figlio e spiritello
Che lo miser nel bordello

Ma Bergonzi un ti crucciare
S'hai la macchina alle fiamme
Non c'è nulla che hai da fare
Contro chi ha troie le mamme
Che gli zingari han l'aviaria
I negracci anche lo scolo
Ma noi soli palle all'aria
Grande e grosso s'ha il bacchiolo.
postato da: UmbertoSmaila alle ore 00:05 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 15 marzo 2006
Siete tutti invitati a farvi prendere a nocchini sulla stiena all'evento di cui sotto: grazie mille a daw per il manifesto, la prossima volta a negre pago io. A presto nuove poesie, abbiamo argomenti bollenti pronti li', da una parte, accanto al montone frollato.

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postato da: UmbertoSmaila alle ore 14:58 | Permalink | commenti (3)
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