domenica, 31 luglio 2005
Certo pero' che aivoglia non pensarci, fate proprio schifo al cazzo.
E poi vi preoccupate della politicainternazionale, del giusto, del torto, di cosa è bello e di cosa è brutto, avete giudizio, del circolo ermeneutico non conoscete le parti, conoscete tanti nomi e altrettanti metri - chè ogni soggettività è misura, è direzione - mancando di una propria, i nomi vi salvano, la storia vi aiuta.
E non c'è gristo, che di quello che sapete dovete dire, dovete riportare il fatto, dovete essere specchi, siete una teologia speculare cacata male, siete lo specchio - quando invece l'individuo è l'errore nella rifrazione del reale, l'errore come cammino-via-da quello che è il dato di fatto. Vi attenete ai fatti, cercate date, luoghi di nascita, vere motivazioni, siete delle beghine, siete, e dei ciucciabeghe.
E la morale, e cosa dovresti comprare, cosa no, e la devi smettere di essere cosi', perchè sei eccessivo, perchè alla gente ci dai fastidio, perchè poi c'è chi si offende, eh, e se qualcuno non capisce?
E dio negro di merda, siete tutti uguali, a periodi, un anno siete cosi', quello dopo verrà da se'. Che non date direzione, non avete spinta, niente velocità smodata (ludicrous speed!), niente di niente, niente di niente. Preoccupati del mondo, lo popolate come cadaveri.
Siete pure peggio dei negri.
venerdì, 29 luglio 2005
Pepperoni Pepperoni
Loro sono proprio buòni
Pepperoni Pepperoni
Sono meglio dei meloni
Pepperoni Pepperoni
Ma io in culo
Ti ci metterei ma' questa zucchina da trechiliemezzo.
lunedì, 25 luglio 2005
Umanisti
Umanisti
Dio nel culo
Ve lo fisTi.
sabato, 23 luglio 2005
Dopo "Ciabatte di gomma":
Crema solare:
Si, sembra sborra.
Ma senno' mi diventi negro.
venerdì, 22 luglio 2005
E' tardi, son schiavo del sussurro; ma voi agganciatevi lo stesso a questo bel treno dell'amore.
http://telriot.altervista.org/fritto.wav
mercoledì, 20 luglio 2005
La faccia piu' spaventosa del tentativo di esprimere un' opinione nei riguardi del reale, di dire qualcosa che sia interessante, discutibile, qualcosa che non voglia essere un aborto, è il rischio che qualcuno trovi (questa volta sul serio) un qualche appiglio per dirsi d'accordo, per dire che si', anche lui capisce. E' come un agguato alle spalle, un colpire disonesto. Come le folle, che solleticate su questioni d'interesse comune e sorprese nell'assenza di un parere proprio scoprono -senza malizia- di pensarla -esattamente così-.
Quel senso d'appartenenza, l'innocente facoltà del linguaggio di accomunare e di eguagliare mi fanno davvero paura.
Il rispetto sta nell'indifferenza, nella fuga.
mercoledì, 20 luglio 2005
Per quanto credessi che sì,
dell'animo tuo spento
un' adolescenza amara
e la cinghia e il bastone
fossero causa coerente
la passione dei cazzi nel culo
te
secondo me
l'hai ereditata da to pa'.
martedì, 19 luglio 2005
Ciabatte di gomma:
Se sudi, sguitti.
martedì, 19 luglio 2005
Quando esco di casa
Le femmine
I negri
Gristo.
domenica, 17 luglio 2005
Da domani, causa taglio fondi, non lavoro piu' all'ottimo night club. Quindi, chi volesse mandarmi dei soldi, soffoconi, o avesse bisogno di un animatore per feste con troioni, picchianegri, cisterna per gas, autotreni di cazzi, mi faccia ben sapere.
Per celebrare l'infausta occasione, ho scritto qualcosa che cerca d'esprimere tutto questo senso di deprivazione, di svuotamento, di fiacchezza, di miseria e tutto il resto.
"Palle"
Sto come questo
Bel paio di coglioni
Dopo la pugna.
domenica, 17 luglio 2005
Le femmEne si preoccupano del culo grosso, dei capelli unti, dei denti storti, della maglia, delle scarpe, delle lonze - tutte. Come chi adora giesù è giusto che patiscano. Una volta cagato un figlio, poi, son cadaveri insensati, son mancanti dello slancio. Agiscono per dovere, per situazione, senza brillare, s'accoppiano, e muoiono, sconvolte, si meravigliano - quando la realtà è, e nient'altro, non meravigliosa. Io alle donne toglierei il voto prima che ai negri e ai terroni.
sabato, 16 luglio 2005
Presento qui, in esclusiva, un trittico di haiku dal nome "Giallo rosso e blu: i colori Power Ranger"
Giallo
Bada! Badalì!
Che cappella gigante
L'ippopotamo
Rosso
Potipotipo
Motosega su negri
Ratatatata
Blu
Vendonsi mele
Prezzo da concordare
Usate poco
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Aggiungo anche un'altra composizione che per la sua natura intimista non ritenevo adatto inserire in questo trittico, troppo teso alla descrizione dell'ineluttabilità del quotidiano.
Il titolo è - Dopo venti minuti / Inverno -
Dentro i tuoi occhi
Un candore algido
Stasera seghe?
sabato, 16 luglio 2005
Venite, cari i miei cacasego, all'evento psicogeografico dell'anno. Così poi vi piscio in culo. Eh?
giovedì, 14 luglio 2005
Solo per i più svegli
Trova le differenze
giovedì, 14 luglio 2005
- Sappiamo, infatti, che Talete, il quale era anche astronomo, geometra e geografo, un giorno mentre camminava con lo sguardo rivolto al cielo in contemplazione degli astri, non si accorse di un fosso e vi cadde dentro, suscitando il commento ironico di una vecchia che si domandava come potesse conoscere gli astri chi non riusciva neanche a vedere le cose davanti ai suoi piedi.
Hegel, commentando questo episodio, spesso riportato come un esempio dell'insipienza dei filosofi, ebe a dire agli studenti che frequentavano il suo corso berlinese di storia della filosofia: "La gente ride di queste cose, e ha il vantaggio che i filosofi non possono ribattere nulla; ma non capisce che i filosofi ridono di essa che certamente non può cadere in un fosso, giacchè vi si trova in perpetuo, incapace com'è di guardare verso l'alto." -
mercoledì, 13 luglio 2005
Ma dove vanno i marinai
con le loro giubbe bianche
Vanno su al porto
a prender bracci in culo
Ma dove vanno i marinai
con le loro mane negre
Vanno nei roghi
per effonder energie
Ma dove vanno i marinai
Ma dove vanno i marinai.
Ma se non lo sai te
Diocane
Allora
Senti tu' Madre.
mercoledì, 13 luglio 2005
Nigga Nigga Nigga
Nigga Nigga Nigga
Nigga Nigga Nigga
O anche
Negro
martedì, 12 luglio 2005
Ah!
Questo strumento salomonico
Che sono
Le seghe.
martedì, 12 luglio 2005
"Randazzo" o "Nuovi sonetti per una poetica del postmoderno"
O mio Randazzo
Che bel ragazzo
Proprio caruccio ma ci ha che ni garba 'r cazzo
Mi va co' negri
Che stann' a Legri
E non ci pensa a me che son più aspro de' cedri
Che lui si crede
Che mi sollazzo
Ma mentre lui lo piglia in culo io sì! Stramazzo.
Per questo scrivo
Rime banali
Perchè i frustoni son orrendi tutti uguali.
lunedì, 11 luglio 2005
E Non me ne voglia
Gesù
Quando l' apostrofo
Negro
domenica, 10 luglio 2005
S'io sia felice o infelice non discuto.
Ma a una cosa con gioia sempre penso:
che della grande somma (della somma che odio),
così ricca di numeri, io non faccio parte,
unità fra le tante. Io non son compreso
nel totale. Questa gioia mi basta per sè sola.
C. Kavafis, "Somma"
sabato, 09 luglio 2005
Nera è la biatta
Grigio il Piemonte
Tengo una natta
Pare un capo di monte
sabato, 09 luglio 2005
In Culo
Se restavasti
Dove andavasti
Di sicuro non ti ritrovavi in queste situazioni del cazzo, cretino.
venerdì, 08 luglio 2005
Guarda come il bel funghetto
tutto gaio e sgarzuglietto
tra le trame delle fronde
il brunito capo asconde
Ma sarà che secondo me
Ti garba il bastone africano.
venerdì, 08 luglio 2005
Voi -la povera gente che non si sa divertire [poveri i miei stronzi]- non apprezzate a quanto so le battute sui negri [che citando vanno date forti] e non cogliete le fatiche, le lotte contro il nulla, che stanno nel mio fiato dopo cena.
Per questo, stanco ormai di intimarvi di darmi i vostri soldi giacchè io sì, saprei cosa farne e quanta comprarne vi chiedo di fare altro, di andare laggiù, leggerini leggerini, bellini bellini, piccini piccio', a raccogliere questo bel mazzo di fave che m'è cascato in terra ieri sulla via dell'orto, brodi di pescato che non siete altro, blatte coi peli, Fabrizii Maturani di Sezze.
venerdì, 08 luglio 2005
I Negri
Sono un po' come noi
Ma Negri
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Negri
Legri
Cedri
Tassoni Cedrata
Tamarindo
Negri
lunedì, 04 luglio 2005
Rileggevo giustappunto un frammento di tratto da "Gorgia risponde agli ateniesi: ma andare in culo?" e commosso, trasmetto.
- Temistocle e Teofrasto, Senofonte e Sparablasto -
Un cazzo come il mio
Lo definisco vasto.
lunedì, 04 luglio 2005
Questo primo messaggio, trasmesso direttamente dal futuro sotto forma di onde radio percepibili soltanto nel sonno assolve allo scopo unico di ricordarvi, qualora ve ne foste scordati, che siete voi, si, la melma insensata, l'odore di pescheria, la pozza di piscio.